OSSERVATORIO MADE IN

Giovedì, 17 Gennaio, 2019

Riso, pasta, latte, pomodoro: cosa è obbligatorio scrivere sull’etichetta

Notizia del 05/07/2018

Novantasei consumatori su cento vorrebbero conoscere l’origine della materia prima di un prodotto alimentare, prima di acquistarlo. Per questo, l’anno scorso, i nostri ministeri dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico hanno finalmente deciso che a partire dal 2018, i produttori degli alimenti base più consumati sono obbligati a scrivere sull’etichetta se la materia prima è stata prodotta in Italia, oppure importata dal mercato interno europeo, o da quello extracomunitario. Oggi quindi i consumatori italiani, al supermercato, possono leggere da dove arriva il latte, dove è stato coltivato il grano con cui è stata fatta la pasta, dove è cresciuto il pomodoro delle salse. Siamo l’unico Paese europeo ad avere un obbligo di trasparenza così stringente, ma durerà poco.

I produttori si oppongono al decreto
Appena emanato il decreto, l’associazione italiana dei pastai (Aidepi) – a cui sono iscritti tra gli altri Barilla, Divella, Felicetti e Garofalo – ha subito fatto ricorso al Tar del Lazio: «Si vuole indurre il consumatore a preferire la pasta in base all’origine della materia prima impiegata, ma l’origine del grano non è sinonimo di qualità». Alla fine il Tribunale ha respinto il ricorso ritenendo «…prevalente l’interesse a tutelare l’informazione dei consumatori». Vale la pena di ricordare che la nostra industria della pasta vale 4,7 miliardi di euro, che la produzione italiana di grano è di 4,3 milioni di tonnellate e che ne importiamo da tutto il mondo altri 1,74 milioni di tonnellate. Un tema non banale, se i consumatori si mettono in testa che «italiano è meglio» ad esempio perché abbiamo regole severe sull’uso di pesticidi e diserbanti. Anche la «Food drink Europe», la lobby dell’agroalimentare che riunisce i marchi Danone e Nestlé, insieme alle sigle di Confindustria, aveva reclamato presso la Commissione europea: «I membri considerano con preoccupazione le tendenze a rinazionalizzare determinate norme e politiche nel settore». In altre parole: «Sull’argomento deve decidere la Commissione e non un singolo Paese».

Il nuovo regolamento europeo
Mentre l’industria agroalimentare italiana, nonostante i «mal di pancia», si sta adeguando con l’aggiornamento delle etichette, il 28 maggio a Bruxelles il Presidente Juncker firma il nuovo regolamento europeo che azzera il decreto nazionale. Dal 1 aprile 2020, sarà obbligatorio indicare da dove viene la materia prima solo quando «il paese d’origine è indicato attraverso, illustrazioni, simboli o termini che si riferiscono a luoghi o zone geografiche». In pratica vuol dire che, fra un paio d’anni, in Europa, gli unici vincolati a dichiarare la provenienza dell’ingrediente principale, saranno le aziende che mettono sulla confezione dei «tratti» che ne evocano l’origine. Per fare un esempio: quando sulla scatola di pasta c’è scritto «100% italiana», il produttore sarà obbligato a dichiarare se la semola è tutta italiana o una parte è importata dalla Romania o dal Canada. Se invece la confezione non lascia intendere un preciso legame con un territorio, basta scrivere: «Ue» oppure «non Ue» o «Ue e non Ue» o anche niente. In sostanza, un regolamento che mette in riga chi vuole spacciare per italiano un prodotto che italiano non lo è, o non del tutto, ma lascia a tutti gli altri maglie larghe. Il giorno delle votazioni al Berlaymont soltanto Germania e Lussemburgo si sono astenute dal voto, mentre l’Italia, che si era sempre dichiarata contraria, si è poi schierata a favore della nuova etichetta.


Cosa vogliono i consumatori?
L’agroalimentare è l’eccellenza italiana nel mondo. Soltanto l’industria della trasformazione del pomodoro vale 3 miliardi e rappresenta il 47% del mercato comunitario. Il riso, con una produzione di 1,50 milioni di tonnellate, conta il 50% di tutta la produzione Ue. La filiera del latte nostrana vale oltre 15 miliardi di euro. Gli italiani, che consumano a testa ogni anno 24 kg di pasta, 30 kg di salse e 53 litri di latte, fra i 28 Paesi membri sono i cittadini più coinvolti in questa vicenda.

Anche se una piccola fetta di mercato sceglierà la spesa guardando solo al prezzo, le indagini del ministero dell’Agricoltura dicono che il 96% dei consumatori ritiene importante un’etichetta dove sia scritto in modo chiaro e leggibile l’origine dell’alimento base su tutti i prodotti alimentari. Secondo le ricerche dell’Europarlamento l’84% dei cittadini europei ritiene necessario indicare l’origine del latte, mentre il 90% vuole un’etichettatura trasparente per gli alimenti trasformati.

Cosa faranno i produttori dal 2020?
Oggi le più grandi associazioni di categoria della Confindustria dicono che comunque non cambierà nulla. Il presidente di Aidepi Riccardo Felicetti, dichiara: «Continueremo a fornire le stesse informazioni di oggi; non abbiamo nessuna intenzione di tornare indietro». Anche il direttore di Anicav Giovanni De Angelis mette le mani avanti: «Stiamo immaginando di mantenere questa posizione, indipendentemente dal fatto che la regola Ue la renda facoltativa». La pensa uguale anche il direttore di Assolatte Massimo Forino: «Ci sarà scritto non più per legge, ma per scelta aziendale». Si associa Roberto Carriere di Airi: «Una volta che abbiamo scritto ‘riso Italia’ non vedo perché dovremmo toglierlo». Vedremo. Per ora chi sgarra rischia una multa fino a 9.500 euro e Coldiretti promette battaglia. Anche il Parlamento europeo, che già nel 2016 si era espresso a favore di etichette trasparenti sull’origine del prodotto, ha riaperto il tema in Commissione agricoltura, con l’eurodeputato Paolo De Castro: «Mi auguro che il nuovo governo sostenga lo scontro con gli altri Paesi e li convinca. Lo vogliono i consumatori». Già, i consumatori, queste galline dalle uova d’oro così facili da ingannare, hanno però il potere di orientare le politiche, ogni volta che scelgono cosa mettere nel carrello della spesa.

  Versione Stampa   Invia  
SISTEMA PRODUTTIVO RILANCIO DEL MADE IN ITALY NEI CENTRI STORICI TRA OSPITALITA’, DISTRETTI PRODUTTIVI E OUTLET
Notizia del 09/01/2019

SISTEMA PRODUTTIVO RILANCIO DEL MADE IN ITALY NEI CENTRI STORICITRA OSPITALITA’, DISTRETTI PRODUTTIVI E OUTLET ...

 

Da Versace a Candy, le mani estere sul Made in Italy
Notizia del 03/01/2019

Moda, componenti per autoveicoli, elettrodomestici e treni. Il 2018 per i gruppi stranieri è stato un anno di shopping intenso in Italia e nel corso dell'anno è continuata la fuga di marchi del Made in Italy verso l'estero. Versace, Yoox Net-A-Porter e La Perla sono alcuni dei nomi del fashion finiti oltreconfine. Ma gli acquirenti stranieri non si sono fermati alla moda, conquistando società industriali come Italo, Magneti Marelli e Candy. Uno shopping che è testimon...

 

MADE IN ITALY DAY 2018 - Scegli prodotto Italiano, Acquistalo nei centri storici
Notizia del 13/12/2018

Un giorno per fermarsi a riflettere e ricordare il valore del Made in Italy.Un giorno per guardarsi intorno e riscoprire che il bello , il particolare, l'affascinante il funzionale Italiano è ancora tra noi nelle cose , negli atti e nelle sensazioni del vivere quotidiano.Un giorno per riscoprire tutto ciò e dargli la giusta considerazione.Alle Imprese, agli Enti, alle Organizzazioni ed alla Stampa chiediamo di condividere questa iniziativa, perché nel futuro la creatività e la capacita manifatturiere Italica conservi il giusto ruolo e possa permanere come nostro elemento di eccellenza con ...

 

TAVOLI PERMANENTI PMI ,MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO
Notizia del 13/12/2018

  Video:  TAVOLI PERMANENTI PMI MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO  Gentile Imprenditore,nei giorni scorsi il Ministero dello Sviluppo Economico ha invitatoquesta Organizzazione a partecipare al tavolo di consultazione delle Micro, Piccole e Medie Imprese al fine di poter manifestare e rappresentare difficoltà , aspettative e proposte del sistema produttivo.Abbiamo accolto con favore tale iniziativa.Il Ministro Luigi Di Maio ci ha comunicato che è prevista l'attivazione di 5 tavoli tecnici nell'ambito dei quali saranno discusse e approfondite questioni c...

 

L'etichetta made in Italy non interessa ai consumatori globali
Notizia del 12/12/2018

La parola “cibo” evoca l’Italia nella mente di tre persone su quattro in giro per il pianeta. Un bel vantaggio reputazionale per le nostre imprese della filiera agrifood, quando si decideranno a sfruttare appieno le loro potenzialità sui mercati internazionali (oggi esporta appena il 15% delle aziende e le vendite oltreconfine sono di 40 miliardi di euro a fronte di un italian sounding che vale oltre il doppio). Ma non è sull’etichetta “made in Italy” che possono fare affidamento, perché meno di un consumatore su tre guarda il marchietto...

 

La solitudine dell’impresa: aumentano le chiusure, ma nessuno se ne preoccupa
Notizia del 06/12/2018

«Non conosco nessuno che stia investendo». Edoardo Nesi, scrittore pratese, ha creato la figura di Ivo Barrocciai che ritorna più volte nei suoi libri e gli serve per raccontare i fasti ma anche la solitudine del mestiere di imprenditore. «Quelli che conoscevo io, a fine serata restavano a guardare i loro macchinari con un senso di orgoglio, vedevano una costruzione che funzionava grazie ma anche senza di loro. Ecco questa figura si va perdendo. C’era la sensazione di contribuire a un sistema sociale e oggi non più». Secondo Nesi l’imprenditore...

 

Milano prima meta al mondo per lo shopping dei turisti
Notizia del 28/11/2018

Quando si parla di shopping, Milano è la destinazione per eccellenza dei turisti, davanti a Parigi, Londra e New York. Il capoluogo lombardo è anche la città dove si spende di più, se confrontata con le altre maggiori destinazioni italiane ad alto tasso di turisti: 118 euro la spesa per un soggiorno, contro i 113 euro di Firenze, i 108 euro di Roma e i 60 euro di Venezia. Lo rivela il rapporto Shopping Tourism Italian Monitor, curato dalla società di ricerche Risposte Turismo e presentato oggi a Firenze, in occasione della seconda edizione di «Shoppin...

 

Made in Italy, tutti lo vogliono
Notizia del 23/11/2018

Made in Italy, tutti lo vogliono La richiesta dell'agroalimentare del Bel Paese continua a crescere, ma quali sono le reali potenzialità del settore? I dati di Nomisma diffusi nel convegno promosso da Agronetwork, l'Associazione fondata da Confagricoltura, Nomisma e Luiss    C'è sempre più richiesta di made in Italy all'estero e lo testimoniano i numeri: nel 2017 il valore delle esportazioni agroalimentari ha superato i 40 miliardi di euro, con una crescita del 5,6% rispetto all'anno precedente e del 27% su base quinquennale. Anche il 2018, con un +2,3%, ...

 

Nazzareno Vita - Tutti Pazzi Per Il Made In Italy - Mi Manda Rai 3
Notizia del 22/11/2018

Puntata di Mi Manda Rai 3 del giorno 22/11/2018 Interviene il Dott. Nazzareno Vita- Direttore Istituto Tutela Produttori Italiani per parlare di Made in Italy, Imprese Italiane, Delocalizzazione, Marchio Nazionale Made in Italy e Italian Sounding. ...

 

Falso 'Made in Italy' nel bicchiere: Coldiretti contro le etichette ingannevoli
Notizia del 21/11/2018

Cade per i vini generici l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine delle uve. La minaccia arriva dalla modifica del Regolamento 607/2009 proposta dalla Commissione UE, in attesa di adozione da parte di Consiglio e Parlamento europeo. In Italia il vino gode da sempre di una normativa sull’etichettatura particolarmente restrittiva, ma a livello comunitario, sin dall’emanazione del suddetto Regolamento, esiste una deroga per gli spumanti generici - cioè non a denominazione DOC o IGT - che consente di indicare come Paese di origine non quello di produzion...

 

Proposte ITPI per un futuro del sistema produttivo italiano
Ditte che producono interamente in Italia:
La nostra proposta si sostanzia nel Made i...
Introduzione dell'obbligatorietà della preventiva Certificazione da ente italiano, sull'igien...
Il principio della reciprocità dovrebbe essere alla base del commercio internazionale. I Pro...
I Produttori Italiani, i produttori esteri e gli importatori oltre all'attuale etichettatura riport...
E' auspicata la modifica dell'Istituto dell'apprendistato. Lo Stato si dovrebbe far carico di almen...
Il Ministero dello sviluppo economico dovrebbe istituire un albo delle Ditte che delocalizzano, con...
E stato proposto al Ministero dello Sviluppo Economico di regolamentare le agevolazioni alla promoz...
Per dare concretessa ed un indirizzo all'autosufficienza, Il Ministero degli Esteri potrebbe istit...
Segnalazione al Ministero dello Sviluppo Economico per un'immediata defiscalizzazione e decontribuz...
Defiscalizzazione automatica di tutti gli investimenti in ricerca....
Possibilità di attingere alla garanzia statale (ex legge 662) attraverso tutte le banche. Ris...


Forum, Opinioni e Proposte

Come ristrutturare e rendere profittevole un centro storico, come far ripartire le piccole imprese edili , come riportare il commercio nei centri stor...
Made in Italy Originale con questa comunicazione Informiamo Ufficialmente le Dogane Italiane che, in base alla legge attuale sulle rappresentanze, l'...
La tutela del Made in Italy La trasmissione di Rai 3 "Presa Diretta" delle 20.30 del 17 marzo u.s. ha messo in evidenza lo stato di abbandono del sis...
CONSIDERAZIONI IMPORTANTI. Lavoro per tutti dovrebbe essere l’argomento più trattato in TV, ma è l’ultimo. Forse grandi inte...


Elezioni 2013: Proposte dagli Imprenditori nel senso
della responsabilità e dell'efficienza

Proposta che penalizza le imprese con addetti e fa...
Tassa che colpisce immobili privati e di impresa c...
Adozione di unica tassa del:
20% (iva)su tu...
I dipendenti potranno avere il raddoppio dei propr...
L'impresa, sulla base di una sintetica guida, deci...
Sulla base della legge 662/96 lo Stato attiva uno ...
A tutela del citadino italiano, lo Stato dovrebbe ...
Il futuro corre sulla banda larga. Passato il temp...
Le attività di interesse pubblico dovrebber...
Tutte le attività economiche sia di interes...
Dovrebbe essere favorita attraverso una minore tas...
Il sistema viario è stato progettato per l'...
Lo stato non deve più errogare nessun contr...
Potrebbero essere previsti rimborsi forfettari sen...
Il piano dovrebbe prevedere il blocco assoluto del...
I contratti di assunzione nel settore pubblico dev...
Visto che gli eletti dovrebbero progettare e gesti...
Tutti i contratti, firmatari, spese e ricevute dov...
Limitano l'accesso alle professioni da parte dei g...
Abolizione del istituto del fallimento per tutte l...
Un eccesso di vincoli e costi per le Imprese. Tras...

Invia la tua opinione o proposta
Made in Italy - Il portale ufficiale dei produttori italiani
Sede legale
Via Visconti di Modrone 18
20122 Milano
Sede operativa
Palazzo Produttori
Via Carlo Cattaneo 1
63900 Fermo
Vedi mappa

Tel +39.0734.605483
Fax +39.0734.605482

direzione@madeinitaly.org
Siti collegati
Info