OSSERVATORIO MADE IN

Sabato, 23 Settembre, 2017

Fuori le arance italiane dentro quelle africane.L’UE massacra nuovamente il sud Italia nel silenzio di media e politica

Notizia del 27/02/2017

La concorrenza sleale del Nord Africa e i burocrati Ue hanno trasformato gli aranceti siciliani in cimiteri.Fuori le arance italiane dentro quelle africane.

Piana di Lentini (Siracusa) – Nel cimitero delle arance abitano solo mosche e api. C’è un ronzio implacabile tra le foglie degli alberi e la polpa marcia brucia al sole come una ferita. La buccia è maculata, arancio e grigia, o spianata e bruna, quasi assorbita dalla terra. Sono abbandonate nell’erba, distese a perdita di sguardo.

«Tra due anni qui non ci sarà più niente», è la drammatica previsione di Angelo Cuniglione, produttore di arance e limoni. Da quando aveva tredici anni gli è saltato in testa di recuperare l’azienda di famiglia fallita e ora con la BigFrù guida una quarantina di operai su sessanta ettari di coltivazioni di arance e limoni.

Oltre il 30% degli agrumeti nella piana di Catania è abbandonato. Non ci sono i soldi nemmeno per raccogliere le arance: le enormi, succose arance della Sicilia rimangono sugli alberi, appassiscono e rotolano a terra, disegnando una scia colorata razziata da sole, vento e animali, lungo infiniti ettari di aziende agricole, come palline da tennis sparate a casaccio. Le responsabilità del disastro sono di tanti: dalla concorrenza dei Paesi africani (Tunisia e Marocco) alle politiche dell’Ue che causano molti danni alla nostra economia.

LA GRANDE SVENDITA
È un mercato in perdita. Le spese di produzione superano del doppio i ricavi di vendita. Un tracollo. Per chi raccoglie, ai 20 centesimi del costo di produzione bisogna aggiungerne 18 per le fasi successive fino alla lavorazione e alla selezione dei calibri. E anche per le aziende che imballano e spediscono i frutti – qui sono altri 45-50 centesimi al chilo -, i ricavi sono nulli se non per le arance di grosso calibro, le 72, che si vendono a 90 centesimi.

Al mercato all’ingrosso di Catania, uno dei più grandi del sud Italia, le arance siciliane vanno via a 70 centesimi al chilo, addirittura a 50 al mercato del pesce del porto: c’è un angolo, lungo gli archi della Marina, dove sono esposte su assi ballerine poggiate su cassette di plastica. Qualche volta anche sui cofani delle macchine. Quando i venditori abusivi vedono le telecamere i vigili li fanno spostare, altrimenti li lasciano fare. «Spesso sono arance razziate dai campi», ci spiega Giovanni Pappalardo, responsabile Coldiretti della città etnea. Sono prese da quelle aziende agricole dove i frutti imputridiscono a terra. Chi è del settore parla di incursioni notturne che ancora continuano a opera di ambulanti senza autorizzazione. In altri casi, le arance non raccolte di bassa qualità sono vendute «a 5 centesimi dalla pianta», o addirittura regalate dai produttori, per pulire i campi.

IL PARADISO DISTRUTTO
Per arrivare all’agrumeto delle arance morte si lascia la strada da Ragusa a Catania prima di Francofonte, nella piana di Lentini, lì dove l’orizzonte è solcato dall’ombra del’Etna, oltre distese di serre di uva da tavola. Sembra impossibile che la regione degli agrumi che sembrano soli e dei pomodori più saporiti del pianeta abbandoni la sua ricchezza. La Sicilia si piega alla concorrenza famelica dei Paesi del Nordafrica, agevolati da dazi sempre più bassi (azzerati quelli dell’olio per la Tunisia), da accordi bilaterali vantaggiosi, come per il Marocco, e a un embargo russo alla Turchia che riversa così sull’Europa, e sull’Italia in particolare, ciò che un tempo prendeva la via di Mosca.

«Questa – ci spiega Angelo – è una terra dalle proprietà organolettiche eccezionali». Terra e acqua insieme, un miracolo della natura. Fino all’anno della disgrazia. «Non so se andremo avanti. Come noi molti altri». Suona come una resa definitiva.


Secondo un recente rapporto di Nomisma, dal 2000 a oggi gli italiani hanno rinunciato a 1,7 milioni di tonnellate di frutta, a un ritmo del -1 per cento ogni anno. Ma oltre a queste cifre non consolanti, la merce italiana, e quella siciliana in particolare, deve affrontare una concorrenza spietata: sfidare i prezzi irrisori della frutta e della verdura che arrivano da Paesi dove il costo della manodopera non supera i due-tre dollari l’ora contro i 6-7 euro di quella italiana, dove si produce con costi base molto bassi, che mette sul mercato merce contraffatta e spacciata per italiana, e infinitamente meno soggetta a controlli. «Non abbiamo la minima idea di quello che arriva da fuori», spiega Mario Guidi, presidente nazionale di Confagricoltura, in macchina durante una lunga ispezione in Sicilia, tra le melanzane e i pomodori abbandonati nella zona di Punta Secca e le arance calpestate dal sole lungo la strada per l’aeroporto di Fontanarossa: i frutti appassiti e non raccolti cadono addirittura sull’asfalto della Statale, ci mostra Sandro Gambuzza, ex presidente di Confagricoltura Ragusa e guida nello strazio della Sicilia. «La verità – ammette Guidi – è che l’Expo per noi è stato un danno perché ha distratto la classe politica per un anno».


L’APPARENZA INGANNA
«L’arancia era rimasta sempre lì, su quell’armadio – indica Angelo nell’ufficio della sua azienda di Francofonte – all’interno si era asciugato, ma fuori era rimasto bellissimo. È rimasto qua quattro mesi, sempre bello e marcio». Sta parlando di un arancia marocchino comprata in un bar a Torino. Non c’era l’etichetta. «Ma per il periodo in cui eravamo non poteva essere italiano e si vede dal tipo di qualità». Sono luminosi e resistenti all’esterno, ma «se li vai a odorare si sente proprio il medicinale all’interno. Sono sostanze cancerogene, ma nessuno fa i controlli». Soprattutto nei porti, dove sono pressoché inesistenti: «Da un’indagine recente che abbiamo svolto – continua Guidi – mentre il prodotto nelle aziende agricole è stra-verificato, quello di importazione no». Il presidente della Coldiretti Sicilia, Alessandro Chiarelli, la spiega così: «Nei porti la merce non può essere controllata camion per camion». E questo comporta dei rischi anche per la nostra salute. Ad esempio, nei Paesi del Maghreb a forte esportazione di ortofrutta «vengono usati pesticidi che non sono più utilizzabili in Europa. I nostri sono biodegrabili». E ovviamente costano molto di più. La grande incognita sono i residui. La concorrenza è dunque non arginabile non solo per le differenze sulla manodopera, ma anche sui prodotti utilizzati.

LE FINTE ARANCE ITALIANE
Ma come in ogni crisi le cause sono molte. Ci sono bandi europei fermi. Spiega Guidi: «Se un datore di lavoro paga in ritardo i contributi all’Inps scattano le sanzioni. La Sicilia da due anni non pubblica il piano di programma rurale 2014-2020». Ci sono «gli speculatori», come li chiama il presidente di Confagricoltura Siracusa, Massimo Franco: «Attaccano un’etichetta italiana, ma dentro la cassetta non c’è quello che loro dicono. Patate, meloni, angurie: succede frequentemente». C’è una contraffazione sotterranea creata con un mescolamento di prodotti italiani, più cari alla produzione, con quelli che arrivano da altri paesi del Mediterraneo, soprattutto arance e pomodori.

Secondo uno studio della Coldiretti, all’estero sono falsi due prodotti dell’agroalimentare italiani su tre, e quindi due terzi di un mercato da 60 miliardi di euro sarebbero frutto di contraffazioni. Proprio in queste settimane è in corso un dibattito intenso sia a Bruxelles che a Roma per definire finalmente regole certe sulla tracciabilità: «Ma chiediamo che valga non solo per i Paesi europei, anche extra Ue», precisa il responsabile dei coltivatori diretti di Siracusa e Ragusa, Pietro Greco. Sulla merce dovrebbe essere scritto tutto: Paese, regione e azienda di provenienza.

Da queste parti nel sentire «Mogherini», i produttori saltano come tappi: «La cosa paradossale – rimugina Massimo Franco – è che la Mogherini, dietro la scusa di proteggere la Tunisia, unica democrazia del Nordafrica, ha concesso aiuti per l’esportazione dell’olio, quando la Tunisia è il principale esportatore di olio del mondo».

A CASA DI MONTALBANO
Quello che manca in Italia è la capacità di mettersi insieme. Solo in questo modo si potrebbero imporre prezzi diversi all’industria, più controlli sulle merci e più aiuti dal governo, ragiona Angelo di BigFrù, «sul modello della Spagna», dove le esportazioni di frutta vanno forte, e i costi di produzione sono inferiori proprio per maggiori agevolazioni statali. Hanno provato a unirsi una trentina di «colleghi» di Santa Croce Camerina (Ragusa). Queste zone ormai note più per le ambientazioni di Camilleri e per la cronaca nera (Santa Croce è il paese dove è stato ucciso il piccolo Loris Stival) provano un’ultima scommessa. Guglielmo Occhipinti, portavoce di questa nuova testuggine di produttori, racconta l’idea del nuovo marchio Primizie di Montalbano, promosso dal Comune: «In tanti Paesi si muore di fame e noi abbiamo le arance a terra. Qui non moriamo ancora di fame ma non abbiamo più soldi. Basta puntarci il dito l’uno contro l’altro». Ma solo la politica può riportare un equilibrio: si devono sbloccare i bandi europei 2014-2020, porre mano alla legge sulle etichettature. Tutto ancora troppo a rilento. «Occorre fare sinergia creando una sola figura che venda il prodotto», invita anche Guidi di Confagricoltura di fronte agli associati riuniti nel teatro di Donnafugata di Ragusa. «Abbiamo scritto al commissario Mogherini tante volte, ma i suoi uffici non si sono mai sognati di rispondere». E il leader dei Forconi, Mariano Ferro, grida: «Siamo trattati come merce di scambio con la Tunisia».

  Versione Stampa   Invia  
Ritrovare il gusto del lavoro ben fatto
Notizia del 15/09/2017

Da: corriere.it -   Lo dico al Corriere Caro Aldo, mi ha colpito la lettera della mamma che piange sui sogni infranti dei giovani che devono superare il numero chiuso all’università. La mia generazione a 17-18 anni, salvo pochi casi, lavorava: alcuni studiavano di sera; altri facevano il doppio lavoro. La parola «sogni» non esisteva. Troppe università sono una fabbrica di frustrati. La storia della Statale di Milano è emblematica: pie...

 

Make up e prodotti da uomo, così il Made in Italy conquista gli americani
Notizia del 07/08/2017

Gli Stati Uniti sono un grande mercato per il Made in Italy del Beauty con un valore pari a 406 milioni di euro e una terza posizione nel 2016, dopo Francia e Germania, tra le destinazioni delle esportazioni italiane di cosmetici, con una notevole crescita del 24,4% rispetto al 2015. Questo valore rappresenta l'87,6% delle esportazioni nell'area Nafta (Canada, Messico e Stati Uniti).Il make up italiano conquista gli americaniSul mercato USA il make up made in Italy è al primo posto tra i ...

 

È made in Italy l’85% delle etichette di fascia alta online
Notizia del 04/08/2017

E' “made in Italy” l’etichetta più sfoggiata online dai marchi del lusso internazionale: l’85% dei prodotti di altagamma dei quali viene segnalata l’origine sul Web è infatti prodotto in Italia. Il predominio emerge da uno studio di Contactlab che ha analizzato il livello di trasparenza online di 29 brand del lusso. «Dall’analisi delle schede prodotto di 55mila articoli – spiega Marco Pozzi, Strategy & Organization Advisor presso Contactlab e autore della ricerca – abbiamo rilevato che solo il 30% dei prodotti di lusso on...

 

Coldplay, storia immigrati Usa in video
Notizia del 19/07/2017

I Coldplay hanno pubblicato il lyric video di Miracles (Someone Special), il nuovo singolo con il rapper di Detroit Big Sean contenuto nell'EP Kaleidoscope, uscito il 14 luglio e già ai vertici della classifica di vendita in Italia, UK, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Argentina, Hong Kong, Singapore, Brasile, Usa, Thailiandia e molti altri Paesi.    Il video è stato diretto da Ben Mor e, accompagnato da foto storiche del diciannovesimo e ventesimo secolo, celebra la lunga storia degli immigrati arrivati in America da tutto il mondo.    Kaleido...

 

Fisco, valanga di tasse, Sono troppe 143 scadenze a giugno
Notizia del 03/07/2017

Un'estate segnata dal Fisco. Scattano oggi le scadenze che di fatto segneranno i mesi estivi degli italiani che prima delle ferie dovranno pensare a saldare i conti col Fisco Un'estate segnata dal Fisco. Scattano oggi le scadenze che di fatto segneranno i mesi estivi degli italiani che prima delle ferie dovranno pensare a saldare i conti col Fisco.Si comincia subito domani con gli acconti di Imu e Tasi. Saranno interessati ben 18 milioni di proprietari di immobili che dovranno versare le imposte all'Erario. A pagare saranno anche i proprietari degli immobili in affitto. All'inqulino in questo...

 

CONFERENZA NAZIONALE MADE IN ITALY - 9 Giugno 2017
Notizia del 15/05/2017

Conferenza Nazionale Made in Italy Presentazione     Dott. Nazzareno Vita Itpi Direttore Apertura Avv. Pierfrancesco Maceratini Itpi Membro del Board Made in Italy, di cosa parliamo ? Stefano Medori Shoto Imprenditore Saluto Iniziale Relatori       Prof. Guido Tascini Univpm Direttore Istituto Informatica Intelligenza Artificiale nel futuro della moda Prof. Carlo Carboni Facoltà Economia Univpm Dip. Scienze Economiche Un caso di Made in Italy: l'artigianato di alta qualità e del lusso nell...

 

Delia Revelli: "Continueremo ad incalzare le industrie mettendo in atto azioni con i consumatori, anche sui nostri canali social, al fine di ottenere chiarezza e trasparenza"
Notizia del 09/05/2017

I Produttori possono concretamente contrastare ciò con la certificazione it01 .     In attesa dell’applicazione dell’etichettatura d’origine per il riso italiano, ottenuta in occasione della manifestazione di Coldiretti davanti al Mipaaf, è quanto mai necessario capire quali sono gli atteggiamenti veri dell’industria. In questa battaglia abbiamo coinvolto le associazioni dei consumatori che da sempre lottano per la trasparenza e la qualità. “L’etichettatura per il riso italiano sarà uno strumento fondamentale per la...

 

Mivar offre gli stabilimenti gratis a Samsung: "Venite a produrre qui"
Notizia del 03/05/2017

L'azienda ha una sede ad Abbiategrasso, alle porte di Milano, di fatto mai produttiva dalla diffusione della tecnologia dei televisori Lcd, che l'ha messa fuori gioco MILANO - Rivolgersi a coloro che ne hanno decretato la fine, per cercare una nuova vita. La Mivar, storico marchio delle televisioni del boom italiano dei decenni andati, si rivolge direttamente alla Samsung per cercare di dare una seconda vita al suo mega-stabilimento di Abbiategrasso, alle porte di Milano, di fatto mai andato a regime per colpa dell'evoluzione tecnologica. Ora il patron della Mivar, il 94enne Carlo Vich...

 

Riso, la chiamata alle armi dei sindaci: parte da Biella e Vercelli la mobilitazione per il Made in Italy
Notizia del 27/04/2017

Una mobilitazione nazionale per difendere la filiera risicola. È la battaglia a cui sono chiamati i sindaci delle province di Vercelli e Biella e i colleghi dei territori risicoli lombardi: nei prossimi mesi le giunte comunali potranno votare una delibera con cui chiedere all’Europa l’attivazione della clausola di salvaguardia, che permetterebbe di regolamentare le importazioni a dazio zero di riso da Paesi come Cambogia e Myanmar. Importazioni che stanno mettendo in ginocchio centinaia di aziende in Piemonte e Lombardia, regioni che producono il 93% dei chicchi made in Ital...

 

Pastore sardo chiede aiuto a Bill Gates, ‘Vorrei che visitassi questa terra’
Notizia del 26/04/2017

Buongiorno Bill, in quest’isola di 24mila chilometri quadrati vivono tre milioni di pecore, 700mila capre e 200mila mucche. Producono un latte molto pregiato dal quale si ricavano formaggi unici al mondo. Ti va di sponsorizzare la nostra battaglia per far sopravvivere questo sistema economico millenario?”.Questo sos è firmato da Fortunato Ladu, pastore sardo di Desulo, in provincia di Nuoro, con un allevamento a Pabillonis, nel Campidano di Cagliari. Una richiesta d’aiuto che sarebbe rimasta senza eco se fosse stata indirizzata a un Bill qualsiasi e non al fondatore di...

 

Proposte ITPI per un futuro del sistema produttivo italiano
Ditte che producono interamente in Italia:
La nostra proposta si sostanzia nel Made i...
Introduzione dell'obbligatorietà della preventiva Certificazione da ente italiano, sull'igien...
Il principio della reciprocità dovrebbe essere alla base del commercio internazionale. I Pro...
I Produttori Italiani, i produttori esteri e gli importatori oltre all'attuale etichettatura riport...
E' auspicata la modifica dell'Istituto dell'apprendistato. Lo Stato si dovrebbe far carico di almen...
Il Ministero dello sviluppo economico dovrebbe istituire un albo delle Ditte che delocalizzano, con...
E stato proposto al Ministero dello Sviluppo Economico di regolamentare le agevolazioni alla promoz...
Per dare concretessa ed un indirizzo all'autosufficienza, Il Ministero degli Esteri potrebbe istit...
Segnalazione al Ministero dello Sviluppo Economico per un'immediata defiscalizzazione e decontribuz...
Defiscalizzazione automatica di tutti gli investimenti in ricerca....
Possibilità di attingere alla garanzia statale (ex legge 662) attraverso tutte le banche. Ris...


Forum, Opinioni e Proposte

Come ristrutturare e rendere profittevole un centro storico, come far ripartire le piccole imprese edili , come riportare il commercio nei centri stor...
Made in Italy Originale con questa comunicazione Informiamo Ufficialmente le Dogane Italiane che, in base alla legge attuale sulle rappresentanze, l'...
La tutela del Made in Italy La trasmissione di Rai 3 "Presa Diretta" delle 20.30 del 17 marzo u.s. ha messo in evidenza lo stato di abbandono del sis...
CONSIDERAZIONI IMPORTANTI. Lavoro per tutti dovrebbe essere l’argomento più trattato in TV, ma è l’ultimo. Forse grandi inte...


Elezioni 2013: Proposte dagli Imprenditori nel senso
della responsabilità e dell'efficienza

Proposta che penalizza le imprese con addetti e fa...
Tassa che colpisce immobili privati e di impresa c...
Adozione di unica tassa del:
20% (iva)su tu...
I dipendenti potranno avere il raddoppio dei propr...
L'impresa, sulla base di una sintetica guida, deci...
Sulla base della legge 662/96 lo Stato attiva uno ...
A tutela del citadino italiano, lo Stato dovrebbe ...
Il futuro corre sulla banda larga. Passato il temp...
Le attività di interesse pubblico dovrebber...
Tutte le attività economiche sia di interes...
Dovrebbe essere favorita attraverso una minore tas...
Il sistema viario è stato progettato per l'...
Lo stato non deve più errogare nessun contr...
Potrebbero essere previsti rimborsi forfettari sen...
Il piano dovrebbe prevedere il blocco assoluto del...
I contratti di assunzione nel settore pubblico dev...
Visto che gli eletti dovrebbero progettare e gesti...
Tutti i contratti, firmatari, spese e ricevute dov...
Limitano l'accesso alle professioni da parte dei g...
Abolizione del istituto del fallimento per tutte l...
Un eccesso di vincoli e costi per le Imprese. Tras...

Invia la tua opinione o proposta
Made in Italy - Il portale ufficiale dei produttori italiani
Sede legale
Via Visconti di Modrone 18
20122 Milano
Sede operativa
Palazzo Produttori
Via Carlo Cattaneo 1
63900 Fermo
Vedi mappa

Tel +39.0734.605483
Fax +39.0734.605482

direzione@madeinitaly.org
Siti collegati
Info