Nel vino italiano la tradizione è una forza, ma può diventare un freno se non si aggancia alla modernità. Con Terra & Tech, Filiera Futura ha costruito – insieme a I3P – un’iniziativa che ha raccolto oltre 70 proposte in sette settimane dall’Italia, Europa e Stati Uniti, con un obiettivo: selezionare tecnologie da testare sul campo con realtà produttive.

La parola chiave è proprio campo: non demo, non slide. Prove reali con produttori, per capire cosa funziona davvero in vigna, in cantina, nella filiera.

È perfettamente coerente con il messaggio dell’Osservatorio sull’IA: i progetti che cambiano le PMI sono quelli che applicano modelli e dati a bisogni specifici, come nel caso della viticoltura “wAIne” e degli strumenti microclimatici e iperspettrali citati come esempio. Terra & Tech è la versione “ecosistema” di quella logica.

Per Filiera Futura, il risultato potenziale è enorme: creare una pipeline continua tra startup e imprese agricole, abbassando la distanza tra innovazione e produzione. Quando questo succede, la tecnologia smette di essere accessorio e diventa parte del metodo produttivo. È lì che il vino italiano resta leader: qualità, sì, ma anche capacità di evolvere.

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